Regione Piemonte

Itinerari letterari

Ultima modifica 27 novembre 2018

Itinerari letterari di Davide Lajolo

Sulle orme dei percorsi collinari che Davide Lajolo era solito frequentare, sono stati individuati tre itinerari che si sviluppano ad anello dando modo di cogliere le suggestioni del paesaggio e di ripercorrere i grandi temi del rapporto tra l'Autore ed il territorio:
- L'itinerario “I bricchi del Barbera” collega Vinchio alla frazione di Noche passando per il bricco di San Michele. 
- L'itinerario “I boschi dei Saraceni” si sviluppa nella verde valle del Giardino scendendo sino al Tiglione per ritornare in paese, lungo la dorsale del bricco dei Saraceni.
- L'itinerario “Il mare verde” si sviluppa verso le Cascine in direzione di Cortiglione, per giungere ai boschi della Val Sarmassa.

Lungo gli itinerari appositi pannelli illustrativi, contenenti citazioni letterarie e guide alla lettura, offrono lo spunto per approfondire le tematiche del territorio affrontate da Lajolo.
Nella piazza centrale di Vinchio, un grande pannello presenta la vita e l'opera di Davide Lajolo ed illustra la mappa dettagliata del sistema di itinerari, ripresa nei singoli cartelloni con le necessarie indicazioni per proseguire il percorso.
Tutti e tre gli itinerari, attraversando il paese, prevedono una sosta nei luoghi più significativi (tra questi il monumento di Floriano Bodini dedicato a Lajolo) e ripercorrono le tappe del forte legame affettivo tra lo scrittore ed il suo paese, dalla dolorosa separazione giovanile alla progressiva riscoperta delle radici. Il panorama che da Vinchio si apre su un mare di colline vitate fino ai lontani contrafforti delle Langhe di Pavese e Fenoglio, dà modo di riflettere sull'incontro di Lajolo con i due grandi scrittori.

Il primo itinerario “I bricchi del Barbera” consente di avere una visione d'insieme dei panorami collinari più tipici e di metterne in risalto le immagini più poetiche.
Lungo il percorso si raggiunge San Michele dove si trovano il bricco ed il casotto di famiglia, quindi si attraversano le vigne pregiate di Laudana e Monte dell'Olmo, che danno origine agli esclusivi vini di cui il paese va fiero.

Il dialogo intrecciato da Lajolo con le viti è l'occasione per mettere in risalto attraverso la pagina letteraria l'arte e la fatica contadina.

Sul luogo della Tana, viene rievocato il nascondiglio in cui Lajolo trovò provvidenziale rifugio insieme ad altri partigiani. Nella vicina frazione di Noche viene approfondita l'esperienza biografica della Resistenza, nella sua dimensione universale di scelta dolorosa ma necessaria, che lo scrittore seppe ripensare senza retorica.
Il tracciato, lungo un percorso di indubbio fascino tra le tartufaie naturali della fresca valle di Roeto, giunge poi alla Cantina Sociale, importante approdo turistico dove vengono ripresentate le informazioni generali sul sistema di itinerari e dove viene riproposto il tema del ritorno:dalle esperienze del mondo alle radici collinari. Da qui si risale al paese, avendo l'opportunità di sostare sotto la collina di Vascirone per cogliere al meglio le sagaci descrizioni dei personaggi dell'eclettica comunità di Vinchio.


Il secondo itinerario “I boschi dei Saraceni” è dedicato a cogliere le impressioni cromatiche legate all'alternarsi delle stagioni nell'ambiente collinare, a seguire con lo sguardo affettuoso di Lajolo le acute osservazioni degli aspetti più nascosti della vita degli animali e delle piante e a ricordare aspetti della cultura materiale ormai appartenenti al passato, come la trebbiatura del grano e la coltura dei gelsi e dei bachi da seta nella piana del Tiglione.
Sul Bricco dei Saraceni si ricorda l'episodio storico della battaglia di Aleramo, che riporta alle antiche origini del paese e al suo ruolo cruciale nella geografia collinare che Lajolo ha saputo rinnovare.


Il terzo itinerario “Il mare verde” si intreccia con i percorsi della Riserva Naturale istituita dalla Regione Piemonte nella Val Sarmassa.
E' l'occasione per scoprire la vita pulsante che si cela negli umori dell'ambiente boschivo.
Una sosta piena di fascino è quella al Casotto di Montedelmare, dove viene riaffrontato il tema delle vecchie vigne e dei personaggi più carichi di mistero che hanno legato la loro vita al bosco.